Centinaia di donatori FIDAS alla “Marcia della Pace” di Assisi sulle orme di Aldo Capitini

Una marcia lunga 25 km per gridare forte lo slogan “deponete le armi” nel rispetto dei diritti umani, dell’accoglienza e della lotta al cambiamento per la popolazione ucraina e per l’intero nostro mondo coinvolto nelle guerre e nei cambiamenti climatici. La marcia ha voluto ricordare anche il dramma che sta vivendo tutto il popolo dell’Emilia Romagna e dei rischi che ogni giorno viviamo in un mondo non sostenibile.
All’appello hanno risposto centinaia di donatori di sangue da tutta Italia fiduciosi in un mondo che può cambiare anche grazie all’apporto di tutti noi. Un futuro diverso con tanti problemi che rischiano di farci rinchiudere sempre più in noi stessi. Presente alla marcia della Pace anche una delegazione della FIDAS Lazio, la Federazione Italiana dei Donatori di Sangue, per dire no alla guerra e al sangue che viene versato. “Oggi siamo qui presenti per lavorare per la pace affinché non ci sia più sangue versato e sensibilizzare verso un gesto unico e insostituibile, quello del dono del sangue” – queste le parole della Presidente della FIDAS Lazio, Paola Tosi – “ la carenza di sangue e di plasma che affligge pazienti e strutture ospedaliere, è una questione che da molto tempo si affronta in una regione ricca di eccellenze quale è il Lazio, ma la carenza permane e i globuli rossi rimangono l’obiettivo principale da raggiungere. Accanto a questo, è possibile aumentare la cultura del dono del plasma lavorando sul reclutamento, anzi recupero in senso positivo, proprio dei donatori non idonei per il sangue intero e sulla fidelizzazione di quanti già donano, rendendo sempre più naturale la donazione di plasma accanto alle due donazioni all’anno di sangue che è possibile programmare.”